Architettura a tre piani
Separare conoscenza, capacità funzionali e worker rende localizzabili responsabilità, cambiamenti e prove in un sistema agentico.
In breve
Sezione intitolata “In breve”Quando documenti, integrazioni e agenti formano un blocco unico, ogni guasto sembra appartenere «all’AI». Il modello proposto qui distingue conoscenza, capacità funzionali e worker: non è uno standard, ma una mappa che indica quale contratto revisionare quando cambia una fonte, fallisce uno strumento o l’incarico è ambiguo.
FONTI ──► [ CONOSCENZA ] ── contesto e criteri ──┐ ▼RICHIESTA ───────────────────────────────► [ WORKER ] ──► RISULTATO │ │ invoca ▼ [ CAPACITÀ ] │ │ effetto prova/esitoIl worker consulta conoscenza con provenienza dichiarata, invoca capacità autorizzate e restituisce risultato e prova. Il protocollo di delega attraversa quindi i piani senza fonderli.
Matrice operativa
Sezione intitolata “Matrice operativa”| Piano | Contiene | Produce | Può cambiare quando | Non deve fare |
|---|---|---|---|---|
| Conoscenza | fonti, manifesti, sintesi, date, criteri di provenienza | contesto citabile e lacune visibili | una fonte viene aggiornata, riclassificata o smentita | eseguire azioni o trasformare una sintesi in comando implicito |
| Capacità | adattatori, procedure e strumenti con input ed effetti delimitati | un effetto osservabile e il relativo esito | cambia un’interfaccia, un canale o una condizione d’errore | decidere da sola scopo, priorità o accettabilità del risultato |
| Worker | ruolo, incarico corrente, capacità ammesse | artefatto, decisione motivata e resoconto | cambia l’obiettivo o viene assegnato un esecutore diverso | diventare archivio permanente o proprietario occulto delle integrazioni |
Il test è pratico: ciò che cambia con una fonte appartiene alla conoscenza; una trasformazione ripetibile è una capacità; chi porta un incarico a un esito è un worker. Le zone grigie vanno motivate.
Un caso concreto: correggere il lessico, non il runtime
Sezione intitolata “Un caso concreto: correggere il lessico, non il runtime”Una fonte primaria ha cambiato il nome con cui descriveva una superficie, senza modificare protocollo o modalità d’invocazione. La voce pubblica usava ancora il termine precedente come se fosse ufficiale.
La correzione ha aggiornato il piano della conoscenza — terminologia, data di revisione e collegamento canonico — mentre l’adattatore e il ruolo del worker sono rimasti invariati. Se quel nome fosse stato duplicato nella capacità o nelle istruzioni persistenti del worker, una rettifica editoriale avrebbe richiesto modifiche operative prive di necessità.
Il manifest unico delle fonti rende localizzabile la provenienza; la separazione dei piani contiene invece l’effetto della sua revisione.
Dove cercare quando il risultato è sbagliato
Sezione intitolata “Dove cercare quando il risultato è sbagliato”La separazione serve soprattutto alla diagnosi:
| Sintomo | Primo piano da ispezionare | Domanda discriminante |
|---|---|---|
| risposta plausibile ma non citabile | conoscenza | la fonte esiste, è aggiornata e distingue fatti da inferenze? |
| azione eseguita su un artefatto diverso da quello previsto | capacità | il controllo prova il canale realmente usato o soltanto una sua copia? |
| output corretto ma fuori perimetro | worker | l’incarico dichiarava esplicitamente artefatti ammessi e divieti? |
| vista di controllo assente mentre il lavoro continua | capacità di osservazione | la perdita di telemetria è segnalata senza bloccare il worker? |
Decisioni architetturali
Sezione intitolata “Decisioni architetturali”La conoscenza non esegue. Una fonte può descrivere una procedura senza essere autorizzata a produrre effetti.
Le capacità hanno contratti piccoli. Input, effetto, errore e prova devono essere descrivibili senza conoscere l’intera identità del worker.
Il worker possiede l’esito, non l’infrastruttura. Può scegliere una capacità ammessa, ma non ridefinisce fonti o criteri persistenti. Questi appartengono alla persona come memoria operativa.
L’osservatore resta laterale. La control tower read-only legge eventi, ma non assegna lavoro: un secondo orchestratore nascosto renderebbe di nuovo ambigua la responsabilità.
Per un singolo script e una fonte stabile, tre piani possono essere burocrazia. Il modello conviene quando fonti, strumenti e worker evolvono con ritmi diversi o la revisione deve attribuire un errore.
Non basta dare tre nomi alle cartelle. Il criterio finale è sostituibilità: ciascun piano deve poter cambiare senza trascinare automaticamente gli altri due.
Voci correlate
Sezione intitolata “Voci correlate”- NIST AI Risk Management Framework, riferimento per rendere esplicite governance e responsabilità; il modello a tre piani resta una scelta progettuale di questa wiki.
- Anthropic: Building effective agents, riferimento pratico per distinguere workflow composti e agenti; non prescrive questa architettura.
- Matrice, caso e decisioni derivano da esperienze operative private qui ricostruite in forma anonimizzata, senza percorsi, configurazioni o identità degli esecutori.