Invarianti di fiducia
Regole controllabili che mantengono distinguibili fonte, inferenza, verifica e decisione in un sistema di conoscenza tecnica.
In breve
Sezione intitolata “In breve”Le invarianti di fiducia sono quattro regole editoriali: non attribuire alla fonte ciò che non afferma; distinguere fatto, inferenza e decisione; verificare l’oggetto realmente usato; datare i claim che possono cambiare. Il nome è interno alla wiki. Il valore non sta nella tassonomia, ma nel fatto che un revisore possa applicarla allo stesso modo a una specifica, a un test e a una scelta architetturale.
Tre livelli, tre prove
Sezione intitolata “Tre livelli, tre prove”| Livello | Forma corretta | Prova richiesta |
|---|---|---|
| Fatto | «La revisione dichiara X» | fonte primaria datata o osservazione riproducibile |
| Inferenza | «Da X e Y segue probabilmente Z» | premesse citate e passaggio logico visibile |
| Decisione | «Per questo progetto scegliamo W» | criterio, alternativa scartata e conseguenze |
La stessa frase non può occupare comodamente tutti e tre i livelli. Se una documentazione descrive un protocollo stateless, quello è un fatto; decidere dove collocare lo stato applicativo è un’inferenza progettuale; fissare una revisione specifica nella wiki è una decisione editoriale. La voce Model Context Protocol rende esplicita questa catena invece di presentare la decisione come parte della specifica.
Esempio di catena verificabile
Sezione intitolata “Esempio di catena verificabile”Fatto: il probe ha interrogato il runtime usato dal task e ha ricevuto l’effetto atteso.
Inferenza: quel canale era operativo nel momento e nel perimetro del test. Decisione: il flusso può avanzare, ma il risultato non certifica altri ambienti.
Cambiare «era operativo» in «è affidabile» romperebbe la catena: un singolo probe non misura continuità, autorizzazioni future o correttezza di ogni output. Questa è la ragione per cui Verificare il canale eseguito separa presenza, avvio ed effetto osservabile.
Checklist editoriale manuale
Sezione intitolata “Checklist editoriale manuale”Prima della pubblicazione, una revisione umana controlla che ogni claim temporale abbia data e fonte, le sintesi locali siano dichiarate come tali, i link portino alla pagina canonica e le lacune non siano state colmate per plausibilità. Non è una capacità della CI: i controlli automatici verificano struttura e policy, non la forza semantica di un’argomentazione. La seconda lettura cerca soprattutto quattro difetti: fonte secondaria usata al posto della primaria, versione implicita, conclusione più forte dell’evidenza e test eseguito su un sostituto comodo.
Il manifest delle fonti registra ciò che è stato ammesso alla raccolta; non sostituisce questo gate. Una fonte adottata può essere citata male, mentre una fonte primaria può diventare obsoleta. Provenienza e qualità dell’argomentazione sono controlli complementari.
Decadimento dell’evidenza
Sezione intitolata “Decadimento dell’evidenza”Specifiche versionate e osservazioni locali invecchiano in modo diverso. La prima resta verificabile ma può non essere più corrente; la seconda descrive un ambiente preciso e non va universalizzata. Per questo data di revisione, versione e portata del test sono parte del contenuto, non metadati ornamentali. Correggere una conclusione quando cambia la prova rafforza la storia editoriale: non occorre nascondere che la decisione precedente aveva un altro perimetro.
Queste regole non certificano sicurezza o completezza. Una fonte primaria può essere incompleta e due fonti ufficiali possono contraddirsi. In quel caso la wiki conserva la contraddizione, restringe il claim e indica quale controllo manca; non sceglie la versione più comoda.
Voci correlate
Sezione intitolata “Voci correlate”- NIST AI Risk Management Framework, riferimento primario volontario per il governo del rischio e dell’affidabilità; non definisce queste invarianti.
- W3C PROV-O, vocabolario primario per descrivere provenienza e responsabilità.
- MCP Architecture, specification 2026-07-28, esempio di fonte tecnica primaria fissata a una revisione datata.