Manifest unico delle fonti
Perché una fonte dichiarata in un manifest è più stabile di una tassonomia nascosta nella struttura delle cartelle.
In breve
Sezione intitolata “In breve”Un manifest delle fonti è l’inventario che impedisce alla struttura delle cartelle di diventare una tassonomia involontaria. Registra identità, categorie, stato, URL canonico e data di revisione; non contiene il testo delle fonti né assegna autorevolezza per il solo fatto di averle censite. È una scelta editoriale della wiki, ispirata ai principi di provenienza di W3C PROV-O, non un formato standard.
La separazione risolve un problema concreto: l’identità di una fonte tende a essere stabile, mentre il modo in cui la classifichiamo cambia. Se uno strumento serve sia alla ricerca sia all’orchestrazione, una cartella può rappresentare una sola appartenenza; il manifest può rappresentarle entrambe senza duplicare il materiale.
Record minimo
Sezione intitolata “Record minimo”Un record pubblicabile come esempio può avere questa forma:
sources: - id: protocol-docs owner: Example Foundation kind: primary-documentation categories: [protocols, integration] status: adopted canonical: https://example.org/specification reviewed_at: 2026-09-02 note: Normativa per il protocollo; disponibilità dei prodotti esclusa.id identifica il record, non una copia del sito. owner e canonical permettono di risalire all’autorità. kind distingue documentazione primaria, guida, repository o annuncio. categories è multivalore. reviewed_at non certifica la fonte: indica soltanto quando qualcuno l’ha controllata.
Stati e transizioni
Sezione intitolata “Stati e transizioni”| Stato | Significato | Transizione ammessa |
|---|---|---|
candidate |
Censita, non ancora valutata | revisione o esclusione |
adopted |
Usata entro un perimetro dichiarato | nuova revisione o esclusione |
rejected |
Esclusa con motivazione conservata | riapertura motivata |
Lo stato evita due errori opposti: usare una fonte candidata come se fosse approvata e riscoprire periodicamente una fonte già scartata. Non esprime verità o qualità assoluta. Una fonte adottata può diventare obsoleta; una rifiutata può cambiare licenza o contenuto e meritare una nuova valutazione.
Validazione utile
Sezione intitolata “Validazione utile”Un controllo automatico dovrebbe verificare unicità degli id, URL ben formati, vocabolario degli stati, data ISO e presenza della motivazione per gli elementi rifiutati. Non dovrebbe invece dedurre che un link raggiungibile sia corretto o autorizzato al riuso. Queste sono decisioni editoriali.
La provenienza completa richiede poi un secondo legame: ogni voce pubblica deve indicare quali record sostengono i claim importanti. Il manifest privato governa la raccolta; i collegamenti accanto alle affermazioni consentono al lettore di verificarle. Invarianti di fiducia descrive questa distinzione, mentre Mirroring Tier A separa inventario e copia di lavoro.
Il manifest non dimostra correttezza, attualità o diritto al riuso. Richiede manutenzione e non deve contenere credenziali, dati di utilizzo, copie integrali di terzi o dettagli di una macchina. Un hash o una revisione fissano l’oggetto letto, ma non rendono permanente una conclusione.
Voci correlate
Sezione intitolata “Voci correlate”- W3C PROV-O, fonte primaria per il vocabolario di entità, attività, agenti, derivazione e responsabilità.
- SLSA Provenance, fonte primaria per attestazioni di provenienza degli artefatti software.
Queste fonti informano il lessico di provenienza; non prescrivono il manifest unico, le sue categorie, i suoi stati o la sua collocazione, che restano scelte editoriali.